Il nostro viaggio alla scoperta del platino si sta rivelando davvero interessante! Se vi siete persi le prime due puntate, potete recuperare la storia del platino e alcune curiosità su di esso qui e qui. Oggi invece affronteremo il platino dall’interno e scopriremo com’è fatto questo metallo così prezioso e speciale!


Alla scoperta del platino: com’è fatto

Il suo nome dice tutto

Il nome ”platino” deriva dallo spagnolo ”platina”, ovvero ”piccolo argento”, per il fatto che, appunto, questo metallo prezioso venisse spesso confuso con il più conosciuto (e meno pregiato!) argento. Il suo simbolo chimico è Pt e il suo numero atomico è il 78. E’ inserito tra gli elementi di transizione ed è il più importante nel gruppo dei platinoidi, che comprende elementi utilizzati nelle leghe fin dai tempi dell’antica Grecia!

Dove si trova?

I maggiori produttori mondiali di platino sono il Sudafrica, la Russia, il Canada, lo Zimbabwe e gli Stati Uniti, nonostante la sua storia lo collochi in America Latina.

Caratteristiche chimiche e fisiche

Di colore bianco-grigio, il platino è malleabile, duttile e resistente alla corrosione. Si trova sia allo stato nativo sia all’interno di alcuni minerali di nichel e rame.
Viene utilizzato in gioielleria, ma anche nella realizzazione di attrezzi da laboratorio, contatti elettrici, elettrodi per candele d’accensione, termoresistenze e termocopie per la misura della temperatura. E’ usato anche in odontodiatria, nei dispositivi anti-inquinamento delle automobili e nei catalizzatori per l’industria chimica. E, non dimentichiamocelo, è un materiale fondamentale per i cosiddetti “pace-maker”.

Oro o platino?

Il suo simbolo alchemico è ottenuto dall’unione dei simboli dell’oro e dell’argento.
La sua lega, che stabilisce il valore di “preziosità” e purezza, è a 950%. L’oro lega invece, in media, a 750%. Anche il suo peso specifico vince sull’oro: i1 centimetro cubo di platino pesa circa 21 grammi, la stessa quantità di oro pesa invece 17 grammi. Insomma: il platino è decisamente prezioso rispetto al suo ben più conosciuto collega.

Oro e argento?

Il platino non si ossida se lasciato all’aria (cosa che fa invece il suo simile argento!), ma può venire corroso dai cianuri, dagli alogeni, dallo zolfo e dagli alcali caustici. Si scioglie solo in una miscela di acido cloridrico e nitrico, chiamata “acqua regia”

In natura, il platino è una miscela di cinque isotopi stabili e di uno radiattivo, 190Pt, la cui emivita è di circa 650 milioni di anni. E’ uno degli isotopi ancora presenti sulla crosta terrestre da secoli e secoli!


Alla scoperta del platino: com’è fatto

Insomma: il platino, raro e poco conosciuto, è in realtà un metallo decisamente da riscoprire, prezioso e dal valore inestimabile, sempre troppo sottovalutato nella storia e nella gioielleria. Ma sono sicura che, con lo zampino degli esperti della famiglia Ferro, presto vedremo molto platino circolare per le strade del nostro paese! Ma questo è un altro capitolo…

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